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Exchange Traded Funds (ETF)

Con il termine exchange traded funds si fa riferimento a una categoria particolare di fondi d’investimento mobiliare aperti indicizzati con l’obiettivo di replicare un determinato indice di mercato, sia esso azionario, obbligazionario, geografico o settoriale. Questi prodotti sono detti indicizzati o a gestione passiva, proprio perché il loro obiettivo è quello di replicare l’indice di riferimento.


Gli ETF possono essere direttamente acquistati e venduti sul mercato come semplici titoli azionari. Attraverso l’acquisto o la vendita di un ETF, l’investitore riesce a comprare o vendere un intero paniere di riferimento. Replicando la composizione dell’indice, l’investitore che acquista un ETF conosce esattamente quale sia la composizione del portafoglio e il valore esatto che questo assume ogni giorno, grazie alla quotazione.

Per esempio, acquistando un ETF sull’indice di borsa FTSE/MIB è come se si detenesse implicitamente un portafoglio costituito da tutti i 40 titoli a maggior capitalizzazione del mercato italiano.

L’ETF replica semplicemente l’indice di riferimento e pertanto non è necessaria la presenza di un vero e proprio gestore (c.d. gestore “attivo”), cioè di un gestore che intervenga sul portafoglio movimentandolo tramite acquisti e vendite in base alle sue aspettative sull´andamento del mercato, ma sarà sufficiente che il gestore si limiti a effettuare acquisti e vendite finalizzate ad adeguare la composizione del portafoglio alla mutata struttura dell´indice di riferimento, seguendolo “passivamente”. Questo rende gli strumenti convenienti anche dal lato dei costi che generalmente si configurano in commissioni annue di gestione molto contenute a cui vanno aggiunti i costi di negoziazione applicati da ogni singolo intermediario.

Gli ETF si distinguono tra quelli a replica fisica e quelli a replica sintetica.

 

ETF A REPLICA FISICA

Con la replica fisica il benchmark viene replicato comprando con lo stesso peso i titoli che compongono il paniere dell’indice di riferimento sottostante. La full replication è efficace per indici costituiti da un numero limitato di titoli liquidi, che consentono di ottimizzare i costi di transazione. Infatti, la replica fisica completa richiede che il gestore effettui ribilanciamenti periodici dovuti all’uscita dall’indice di titoli che non abbiano più i requisiti di permanenza, all’entrata di nuovi, al pagamento di dividendi e al loro reinvestimento. Questa movimentazione di portafoglio può generare dei costi di transazione ed essere fonte di tracking error, cioè di scostamenti tra la performance del benchmark e la performance del ETF dovuti appunto ai periodi (seppur brevi) di disallineamento tra la composizione del benchmark e quella dell’ETF e ai costi di ribilanciamento (es. commissioni di acquisto e vendita) che un gestore di ETF si trova a dover affrontare ma che non sono presenti nella gestione di un indice, essendo questo un portafoglio “virtuale” di riferimento, il cui ribilanciamento non è effettuato per il tramite di reali negoziazioni. In alternativa, è possibile procedere a una replica fisica a campione, tramite cui l’emittente acquista una selezione di titoli del benchmark rappresentativi dell’andamento dello stesso.

 

ETF A REPLICA SINTETICA

Con la replica sintetica, l’ETF offre la replica dell’indice sottostante non tramite l’acquisto dei titoli che compongono l’indice sui cui l’investitore ha deciso di investire, ma attraverso la stipula di un contratto derivato (swap) che l’emittente dell’ETF stipula con una o più controparti. Si tratta di un contratto negoziato OTC [over the counter, ovvero al di fuori di un mercato regolamentato (o di un MTF o di un OTF) e tramite trattativa diretta ed in forma privatistica tra due controparti] in cui la controparte dell’emittente si impegna a consegnare al sottoscrittore finale il rendimento dell’indice di riferimento, al netto dei costi dello swap. In cambio, oltre a una specifica commissione variabile in funzione della tipologia dei titoli, trattiene la performance generata dagli strumenti finanziari detenuti dall’ETF nel paniere sostitutivo di titoli. Il paniere sostitutivo può essere composto da titoli diversi da quelli dell’indice di riferimento – anche se è prassi che vengano preferiti titoli aventi un’elevata correlazione con l’indice. Si tratta di una modalità di replica diffusa quando gli indici benchmark abbiano un numero elevato di componenti o siano riferiti a mercati poco liquidi e mira a ridurre il tracking error; infatti, rispetto alla replica fisica, il gestore è dispensato dalle attività di ribilanciamento, riducendo così i costi di transazione. La tecnica della replica sintetica introduce un potenziale rischio di controparte con il soggetto con cui l’emittente dell’ETF ha sottoscritto il derivato. A tutela dell’investitore la normativa UCITS pone comunque un limite all’investimento in strumenti derivati (quindi anche in swap) da parte dei fondi. In particolare, come chiarito nel Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio di Banca d’Italia, l’UCITS (Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities) non può ottenere, attraverso l’investimento in strumenti finanziari derivati OTC o tramite l’utilizzo di tecniche di gestione efficiente del portafoglio, un’esposizione complessiva verso una stessa controparte superiore: al 10% del totale delle sue attività, se la controparte è una banca; al 5 % del totale delle sue attività, negli altri casi. In riferimento alle tecniche di gestione efficiente del portafoglio, stando al Regolamento, l’UCITS può effettuare operazioni di compravendita di titoli con patto di riacquisto (pronti contro termine), riporto, prestito di titoli e altre assimilabili, a condizione che le operazioni siano effettuate all’interno di un sistema standardizzato, organizzato da un organismo riconosciuto di compensazione e garanzia ovvero concluse con intermediari di elevato standing e sottoposti alla vigilanza di un’autorità pubblica. I proventi derivanti dall’utilizzo di tali tecniche, al netto dei costi operativi sostenuti, sono poi imputati al fondo...

 

Attraverso un investimento in ETF è possibile:

PRENDERE POSIZIONE IN TEMPO REALE SUL MERCATO TARGET CON UNA SOLA OPERAZIONE DI ACQUISTO

Acquistando un ETF è possibile investire su di un intero indice di mercato in tempo reale a un prezzo che riflette perfettamente il valore del fondo in quel preciso momento.


REALIZZARE L’IDENTICA PERFORMANCE DELL’INDICE BENCHMARK

L’ETF consente di ottenere un rendimento pari a quello del benchmark di riferimento in virtù di una 'gestione totalmente passiva', ad esempio, replicando al suo interno esattamente la composizione e i pesi dell’indice al quale si riferisce. Va considerato però che qualora la valuta di riferimento dell’indice sia differente da quella di negoziazione (ad esempio l’euro), il rendimento dell’ETF potrà divergere da quello del benchmark per effetto della svalutazione/rivalutazione di tale valuta nei confronti dell’euro.

OTTENERE UN’AMPIA DIVERSIFICAZIONE

Investire in un ETF significa prendere facilmente posizione su un intero indice di mercato che, facendo riferimento a un paniere ampio di titoli, diversifica e diminuisce il rischio dell’investimento.


RIDURRE IL COSTO DEL PROPRIO PORTAFOGLIO

Gli ETF presentano una commissione totale annua ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di entrata, di uscita e di performance è generalmente a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le commissioni applicate dalla propria banca/Sim per l’acquisto e la vendita sul mercato.


BENEFICIARE DI PROVENTI PERIODICI

I dividendi o gli interessi che l’ETF incassa a fronte delle azioni detenute nel proprio patrimonio (nonché i proventi del loro reinvestimento) possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell’ETF stesso. In entrambi i casi il beneficiario è solo l’investitore.

 

Date le sue caratteristiche, l’ETF si presta a varie modalità d’impiego: investimento di medio-lungo termine, trading anche di tipo intraday e vendita allo scoperto al fine di prendere una posizione ribassista sull’indice benchmark. La possibilità di diversificare facilmente il portafoglio, la precisione con cui viene replicato l’indice benchmark e i bassi costi di gestione fanno sì che l’ETF sia particolarmente adatto anche alla costruzione di un piano di accumulo (PAC) attraverso versamenti periodici, anche di piccola entità, effettuati dai singoli investitori. Una forma particolare e più 'prossima' per certi tratti agli strumenti derivati è quella degli exchange traded funds strutturati e delle Exchange Trading Notes (ETN). Il box 5 ne riporta in sintesi alcune caratteristiche principali.

Box 1. Gli exchange traded funds strutturati

Gli ETF strutturati, o di seconda generazione, sono OICR negoziabili in tempo reale come le azioni, gestiti con tecniche volte a perseguire rendimenti che non sono solo in funzione dell’andamento del mercato a cui fanno riferimento, ma che possono essere volte:

  • a partecipare in maniera più che proporzionale all’andamento di un indice (ETF a leva);

  • a partecipare inversamente ai movimenti del mercato di riferimento (ETF short con o senza leva);

  • alla protezione del valore del portafoglio pur partecipando agli eventuali rialzi dell’indice di riferimento (ETF protective put);

  • alla realizzazione di strategie d’investimento più complesse formate da una posizione sul benchmark e il contestuale acquisto di uno strumento derivato.

L’elemento che accomuna gli ETF strutturati agli ETF è la politica d’investimento che si può sinteticamente definire passiva in considerazione del fatto che una volta definito il modello matematico in base al quale il patrimonio sarà gestito, la discrezionalità lasciata al gestore è limitata.


Indice di borsa FTSE/MIB

Strumento immediato per valutare in quale direzione si sta muovendo il mercato azionario e con quale intensità. FTSE/MIB è il principale indice del mercato azionario italiano, è rappresentativo di circa l’80% del mercato e misura l’andamento dei 40 titoli più importanti.


Commissione di entrata, di uscita e di performance

Costi a carico del cliente investitore associati rispettivamente al momento della sottoscrizione (entrata), del disinvestimento (uscita) e in caso di rendimento maggiore di un parametro di riferimento se previsto dal regolamento (performance).


Vendita allo scoperto

Operazione finanziaria che consiste nella vendita di titoli non direttamente posseduti dal venditore. L’intento è di ottenere un profitto a seguito un trend o movimento ribassista delle quotazioni dei titoli.


Piano di accumulo (PAC)

Sistema di investimento con versamento periodico di una certa cifra per un determinato periodo di tempo.


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